La Storia

Origine Chiesa “S. Maria della Scala”

                                              Immagine Prodigiosa

Nella seconda metà del secolo XVI, esattamente nel 1592, nell’area ove ora sorge questa chiesa vi erano varie casupole, un una delle quali, sulla scala esterna, vi era un edicolo con un affresco raffigurante la “Madonna col Bambino”.

Il primo prodigio, computosi dinanzi a questa Immagine, di cui si ha memoria, si verificò nel mese di Dicembre del 1592, mentre l’ostetrica Cornelia pregando recava in braccio una bambina muta, questa dinanzi a Maria le si sciolse la lingua, guarendo perfettamente.

Il secondo miracolo fu anche più strepitoso. Un povero e noto mendicante, paralizzato completamente negli arti inferiori, pregando dinanzi a questoa immagine, riacquistò l’uso spedito delle membra.

A questi primi prodigi ne seguirono innumeroveli altri, tanto che la “Taumaturga Immagine” venne chiamata “MADONNA DEI MIRACOLI”.

Da tutto ciò nacque il pio desiderio popolare che sorgesse una Chiesa in onore della prodigiosa Immagine, proprio sul luogo dove era dipinta e venerata.

La chiesa fu effettivamente edificata per le elargizioni di Papa Clemente VIII e con le elemosine raccolte a questo scopo; ma la spesa maggiore fu sostenuta dal munifico cardinale di Como, Tolomeo Gallio.

Demolite varie casette, compresa queslla dova era dipinta la prodogiosa effigie, si incominciò la fabbrica con disegno di Francesco da Volterra venendo ultimata con la facciata da Ottavio Mascherino; quindi segato il muro della scala dove era l’edicola della Madonna, la Sacra Immagine fu collocata nell’altare maggiore della nuova Chiesa che naturalmente prese il nome di S. Maria della Scala.

Il Sommo Pontifice con la Bolla “Sacrarumreligionum” del 20 Marzo 1597 affidava la nuova Chiesa ai Padri Carmelitani Scalzi.

La chiesa in bel barocco, fu ingrandita dai suddetti Padri che collocarono l’affresco della Madonna nella Cappella a sinistra dell’altare maggiore dove tutt’ora si trova.

La statua (1633) che si trova nella nicchia centrale sulla porta d’ingresso è opera di Francesco di Cusart.


Santi ed Illustri Personaggi

Troviamo nella storia di questa casa la presenza di tanti Santi ed illustri personaggi che hanno beneficato dell’apostolato dei nostri religiosi. Sarebbe troppo lungo parlare di tutti gli uomini insigni che ebbero attinenza con questo convento. Ci soffermeremo solo su alcuni, seguendo possibilmente l’odine cronologico.

Il 3 febbraio 1598, per comando del papa Clemente VIII, fu posto tra i nostri Novizi S. Giovanni Battista della Concezione, religioso trinitario, perché il Ven. Pietro della Madre di Dio provasse il suo spirito e cercasse di conoscere se era destinato dal Signore ad intraprendere la Riforma del suo Ordine. Ciò che poi realizzò con l’aiuto del sudetto padre. Fu innalzato agli onori dell’altare il 1819.

Giuseppe Calasanzio appena i nostri Padri giunsero a Roma dette loro un grande aiuto presso cardinali e prelati perché la Chiesa della Scala fosse assegnata a loro, come poi di fatto avvenne. Così li aiuto in occasione di altre fondazioni. Ne fu ben ripagato, specialmente dai nostri padri Giovanni, Domenico e Pietro della Madre di Dio dai quali fu efficacemente aiutato nella fondazione del suo Ordine e confortato nelle sue gravissime e quasi Inverosimili tribilazioni.

Roberto Bellarmino, gesuita, ebbe rapporti di santa fraternità coi PP. Di questo convento, e specialmente con il Ven. P. Giovanni di Gesù Maria, che a lui “Illustrissimo cardinale per l’eccels dignità della porpora e per altissimi meriti” dedicò nel 1606l’opera dal titolo “Ars concionandi”.

Dopo la sua morte i suoi religiosi o confratelli donarono al convento della Scala un ritratto in tela con relativa dedica.

In tempi a noi più vicini, 2 marzo 1850, fu celebrato nella nostra Chiesa solennemente un funerale “per onorare S. Vincenzo Pallotti”, iscritto al nostro Ordine secolare, “che con tanto zelo si era prestato per ravvivare e coltivare l’Oratorio notturno onnesso alla Chiesa. Più tardi sarà innalzato agli onori dell’altare.


Fatti Degni di Memoria

Per circa 250 anni circa, nella Domenica fra l’ottava del “Corpus Domini” (ultima fu quella del 1870) si fece la processione solennissima del SS. Sacramento con l’intervento di tutti i nostri religioso di Roma, di numeroso clero secolare e di più confraternite. Questa processione percorreva le principali vie di Trastevere sforzosamente oddobbate.
Memorabili e straordinarie sacre funzioni qui si celebrarono per la beatificazione e canonizzazione della S. Madre Teresa (1614-1622) e del S. P. Giovanni della Croce (1675-1727). I diaristi pontifici ricordano più Messe papali per tale circostanza.
Altri tridui ed ottavari solenni, che furono – per lo più – “ufficiali” a cura dell’ordine, ebbero luogo: per l’incoronazione della Madonna della Scala (10 ottobre 1646); per il II centenario della Riforma (27 agosto 1762); per la definizione dogmatica dell’Immacolata Concezione (1854); per il III centenario della morte di S. Teresa di Gesù (1882); per il III centenario della morte di S. Giovanni della Corce (1891); per la beatificazione dei nostri protomartiri Dionisio e Redento (1900); e specialmente il triduo per il III centenario della canonizzazione di S. Teresa di Gesù (20, 29, 30 aprile 1922). Fu pure molto solenne il triduo per la canonizzazione di S. Teresa del Bambino Gesù. Così pure le celebrazione per il IV centenario dall’inizio della Riforma.
Questo convento fondato dopo quello di S. Anna in Genova è stato sempre considerato il principale della N. Congregazione d’Italia. Qui abitaronolungo tempo (cioè: fino al 1735) i nostri superiori maggiori; qui si celebrarono la maggior parte dei nostri Capitoli Generali.
Da qui il N. S. Ordine si propoagò per il mondo; da qui partirono dotti e santi religiosi per le nostre Missioni in Oriente. Primo Noviziato della nostra Riforma, lo fu per lunghi anni per la nostra Provincia Romana.


Altare Maggiore

L’altare è dedicato al Salvatore e fu consacrato da Mons. Prospero Lambertini, poi Papa Benedetto XIV, il 1725. L’Immagine del Salvatore è dipinta in un tondino su tela (al presente guarda il coro). Il prezioso ciborio è opera del Rainaldi (1648-1650). Le 16 colonnine che sorreggono il cupolino listate in bronzo dorato, sono di alabastro di Sicilia, detto a pecorelle. Il cupolino a costaloni di bronzo dorato è di rosso di Francia. Quattro statuine di Apostoli – in terra cotta verniciata uso bronzolo decorano mirabilmente. Le due fascie a riquadri del piedistallo, sono: quella inferiore, di alabastro fiorito; quella superiore di alabastro di Sicilia, come le 16 colonne. Ai due lati, sule due porte arcuate del Core vi sono le statue di S. Giuseppe e di S. Teresa di Gesù, di Simone Giorgini.

I due grandi ingressi hanno lo zoccolo di Seravezza, con gli stipiti d’africano e inquadrature di giallo antico. Il pavimento è tutto a riquadri d’africano e breccia di Serrvessa con fascie di bardiglio e marmo di Carrara. Anche la balaustra è ricca di rari marmi con pilastrini d’alabastro siciliano.

Nel Centro sotto il cupolino, sopra un piedistallo intarsiato di finissimi marmi, vi è l’Agnello dell’Apocalisse sopra il libro “dai sette sigilli” tutto in bronzo dorato, con dietro una smagliante raggiera della stessa materia.

 


Cappella della Reliquia

 

Degna di nota è pure questa cappella il cui altare di ordine ionico, è ornato di preziosissimi marmi; le due colonne massicce sono di verde antico.

Il pavimento è tutto coperto da lapidi sepolcrali fra cui pregevolissima quella di Mons. Antonio Albergati (+1634) tutto intarsiata di buoni marmi che, oltre le belle decorazioni, raffigurano pure due scheletri seduti, di squisita fattura.

Tutte le pitture laterali, rappresentanti i fasti di S. Teresa di Gesù, sono di fra Luca.

Il 14 Febbraio del 1909 venne qui trasportata dal Coro l’insigne Reliquia del Piede destro incorrotto di S. Teresa di Gesù, donato a questo convento dalla nostra Congregazzione di Spagna il 5 Ottobre del 1616, per le premure del Ven. P. Ferdinando di S. Maria. Ora questa preziosa reliquia si trova sopra l’altare in un artistico Reliquiario di bronzo dorato con decorazioni di argento.

La capella fu recentemente restaurata ed abbellita per opera dei Padri, con copiose elargizioni di Mons. Emidio Federici.

Gli ultimi lavori di restauro e abbellimento risalgono al 1962, in occassione del quarto centenario dell’inizion Riforma del Carmelo.

 


Cappella di S. Teresa di Gesù

I Padri Carmelitani Scalzi curarono in modo particolare l’ornamento e la decorazione di questa cappella dedicata alla loro Riformatrice. La realizzazione durò ben 11 anni e venne inaugurata il 14 ottobre1745, vigilia della festa della santa. Per l’inaugurazione venne a visitare il nuovo altare S.S. Benedetto XIV. La cappella è stata rifatta con il disegno di Giovanni Pannini.

Di stile barocco moderato con preziosissimi marmi, uno dei più sontuosi di Roma. Può dirsi senz’altro, questo magnifico altare – apprezzatissimo dal cultori dell’arte anche oggi – un tipico esemplare di barocco, un vero capolavoro del Pannini. Le quattro colonne spirali sono di verde antico (impelliccciatura). Nel paliotto e gradinodell’altare predomina il fior di persico. I grandi pilastri sono di giallo di Siena. Il quadro centrale è di Francesco Mancini (1679-1755). I due angeli di stucco sono del Maini: l’ovale di fianco, con l’altorilievo in marmo rappresentante S. Teresa in atto di essere trafitta (da un serafino) fu scolpito da Mr. Sloctz Michelangelo, francese. L’altro ovale, (S. Teresa in estasi) è un buon lavoro di Filippo Valle fiorentino, del quale sono pure i due cherubini che sostengono l’architrave. I bassorilievi, in stucco, furono modellati dal Lironi.